+++ LA MONTAGNA +++ di Alberto Bernardi

Le mie ferrate

Ferrata Zandonella mt. 2.936

 

Percorso stradale:

Da Padola proseguire per circa 2 km. verso Passo Monte Croce Comelico, se si arrva da Sesto oltrepassare Passo Monte Comelico proseguire per 3 km., arrivati al bivio per Valgrande girare per la stretta strada (a sinistra arrivando da Padola e a destra arrivando da Sesto), fino ad arrivare al rifugio Lunelli sull'Alpe di Selvapiana (mt. 1.568).

 

Avvicinamento ferrata:

Prendiamo il segnavia 101 passando attraverso i mughi e detriti per circa un'ora e 15" circa fino a salire al Rifugio Antonio Berti (mt. 1.950) - dopo aver fatto sosta e ammirato il panorama (vedi pendio coi nomi fatti con i sassi) riprendiamo il cammino e ci dirigiamo verso il Passo della Sentinella, oltrepassiamo il laghetto di Popera e ci incamminiamo sul ripido crinale del Vallon di Popera fino al ghiaione sotto il Passo della Sentinella. Ad un certo punto (grande masso mt. 2.550) al bivio con segnale rosso verde (Triangolo) bisogna girare a destra per il ghiaione tra i due canaloni, che porta all'attacco della ferrata (dal Rifugio Berti all'attacco occorrono circa due ore).


Salita:

Dal ex ricovero della prima guerra mondale (attacco ferrata), seguiamo le corde fisse di traverso verso destra, passiamo la caverna e raggiungiamo così il canalone che ci porta a salire la ripida parete sud grazie ad una scala in ferro e sale esposta, ma ben attrezzata, a fianco di un canalino. Proseguendo per roccia salda ben gradinata si arriva sulla cengia con ex postazioni "Compagnia Fenestrelle". Da qui si sale la cengia sotto torrioni della cresta e n circa un'ora e mezza seguendo le funi metalliche si giunge in vetta della Cima Nord (mt. 2.936 all'epoca della Grande Guerra 1915-18 era utilizzata come osservatorio.

   

Discesa:

Dopo aver fatto una pausa, ripartiamo in discesa, a breve ritroveremo la ferrata che continua sul fianco sud-est del costone per placche esposte, ma ben attrezzate, scenderemo quindi nella conca detritica del Circo Est scenderemo per roccette e successivamente per il ghiaione (nel periodo primaverile potrebbe essere innevato) traversando a destra alla base nord del versante delle Guglie, (troveremo corde fisse) seguire in direzione della forcella mt. 2.670 vicino la Torre Pellegrini segnata con triangolo rosso (già visibile fin dalla cima). Si risale con corde fisse e traversando verso sud sopra la forcella si arriva alla cengia ben visibile (mt. 2.710 versante sud), che taglia così la parete ben verticale delle guglie. si passano alcune sporgenze verso Ovest, da qui è possibile vedere la Val Popera, troveremo alcuni tratti attrezzati che portano a un ghiaione che utilizzeremo per scendere a scivoloni (sempre stando attenti) e ci ricongiungerà al sentiero segnavia 101, poco prima del bivio con cui siamo arrivati all'attacco della ferrata. Da qui scenderemo fino al Rifugio Berti e poi al parcheggio.

Cartografia:

Tabacco foglio 010

Difficoltà:

Difficile per l'impegno fisico data la lunghezza, e difficile la ferrata per i tratti esposti e nella discesa per il terreno ghiaioso.

Tempo ferrata:

Circa ore 2,40

Tempo totale:

7/8 ore

Periodo:

Da primi di giugno a fine settembre (in base all'innevamento)

Rifugio Antonio Berti

Tel. 0435/67155

 

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